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Lo sguardo (1996), di Gao Xingjian

 

Mardi 14 juin je participerai au Colloque LE THÉÂTRE ET LES CINQ SENS. Théories, esthétiques, dramaturgies, à la Maison de l’Italie, à Paris.
Ma communication: “Le troisième œil dans le théâtre de Gao Xingjian: esthétique d’une dramaturgie augmentée” ( durée 20 minutes, à 11h30, en Salle 2).

Mon étude portera sur la présence de l’œil dans la dramaturgie de Gao Xingjian, au niveau tant de sa conception théorique du théâtre que de son écriture dramatique. D’un part elle explorera les enjeux de la notion du « troisième œil », comme œil de la conscience, dans sa conception de l’art du jeu ; d’autre part elle s’intéressera à la portée de cette vision du jeu sur l’écriture dramatique en terme de la création d’un espace d’improvisation pour le comédien, pour arriver à questionner ainsi ses effets en terme de sollicitation «augmentée » des sens de la vue et de l’ouïe du spectateur.

Image: “Le regard”, de Gao Xingjian, peinture à l’encre de Chine, 1996


LE THÉÂTRE ET LES CINQ SENS. Théories, esthétiques, dramaturgies 

Colloque International, 13-14 juin 2016

Maison de l’Italie, CIUP
7, boulevard Jourdan 75014
RER B : Cité Universitaire
Tramway 3a : Cité Universitaire

Ce colloque est organisé dans le cadre du projet SENSES, un programme cofinancé par la Commission européenne (CREATIVE EUROPE 2015) et soutenu par l’UMR ACTE.

Tout le programme du colloque à ce lien: http://www.institut-acte.cnrs.fr/espas/2016/06/01/les-cinq-sens-au-theatre-theories-esthetiques-dramaturgies-colloque-international/

 

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Gao Xingjian e Simona Polvani, 2011.

Gao Xingjian e Simona Polvani, Pistoia, 2011.

L’uomo: E tu credi che loro si interessino della tua personalità? 
Il tuo preteso popolo, lo schiacceranno 
fino a ridurlo in poltiglia…
e oltretutto in nome del popolo. 
Te lo ripeto: è con la fuga 
che ci dobbiamo confrontare, 
è il nostro destino, tuo e mio.
 (Mormorando) Il destino dell’uomo è sempre la fuga!
(La Fuga, Gao Xingjian)

Sono lieta di annunciare che la mia traduzione del testo teatrale La Fuga dell’autore cinese Gao Xingjian (Premio Nobel per la letteratura nel 2000), con la regia di Lorenzo Montanini, sarà in scena venerdì 18 settembre al Piccolo Teatro Grassi a Milano, per il festival TRAMEDAUTORE 2015, intitolato La Cina e le sue grandi trasformazioni.

Qui tutte le info sullo spettacolo: http://www.outis.it/la-fuga/

La Fuga è pubblicato da Titivillus (Corrazzano, 2008), in un volume da me curato.

Il testo, che prende spunto dalle vicende tragiche del 4 giugno 1989 in piazza Tienanmen a Pechino, riflette sulla condizione dell’uomo di fronte all’oppressione di un regime dittatoriale, e alla difficile scelta, quando si è realizzata la totale impotenza, tra l’accettare una morte sicura o  scegliere la fuga per la sopravvivenza, alla ricerca della libertà.

Gao Xingjian, perseguitato dal regime comunista, sia ai tempi della Rivoluzione Culturale di Mao Zedong che successivamente, alla fine degli anni ottanta fu accolto come esule in Francia. Nel 1998 ottenne la cittadinanza francese. Anche adesso, nel 2015, la sua opera continua ad essere censurata in Cina.

In questo momento storico segnato dalla violenza e dalla guerra, in Siria come in vari stati dell’Africa, in cui interi popoli fuggono  e si mettono in cammino verso l’Europa per trovare scampo alla persecuzione e alla morte, interpellando le nostre coscienze e la nostra capacità di accoglienza, La fuga è tanto più attuale.

A questo link potrete leggere l’inizio della pièce:

https://simonapolvani.wordpress.com/about/la-fuga-di-gao-xingjian/

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Salve!

Mi piace iniziare il 2015 con la condivisione di un bellissimo “documento” video, l’intervista realizzata da Andrea Porcheddu a Romeo Castellucci in occasione dell’assegnazione al regista del Leone d’oro alla carriera durante la Biennale Teatro 2013.

Un pozzo di immagini, di riflessioni sul teatro e l’arte, attraverso la poesia come azione, la ricerca di bellezza, il rapporto alla parola, gli animali, lo spettatore e il palcoscenico ultimo, l’attore….

Buona visione!

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Bonjour!

J’aime beaucoup commencer le 2015 par le partage de ce très beau “document” vidéo, l’entretien réalisé par  Andrea Porcheddu avec Romeo Castellucci, à l’occasion de la remise du Leone d’Oro à la carrière au metteur en scène italien pendant la Biennale Teatro 2013.

Un puis d’images, des réflexions  autour du théâtre et de l’art, par la poésie en tant qu’action, la recherche de beauté, le rapport à la parole, les animaux, le spectateur et le dernier plateau, l’acteur..

IL RAGAZZO GIRAFFA

di Christophe Pellet

traduzione di Simona Polvani

 

Copertina del volume “Le Garçon Girafe”.

Copertina del volume “Le Garçon Girafe”.

 

Il Ragazzo giraffa (L’Arche Éditeur, 2000), testo con cui Christophe Pellet ha debuttato nella drammaturgia, pubblicato dall’Arche Editeur nel 2000, è una trilogia complessa ed entusiasmante, che dagli anni ottanta all’inizio degli anni duemila coglie alcuni cambiamenti importanti all’interno della nostra società. Da fine osservatore, Christophe Pellet non solo registra alcune evoluzioni nella sua generazione, ma le intuisce e anticipa. L’amore pare cambiare natura. Le coppie e le famiglie sono formate da genitori dello stesso sesso, i sentimenti sono più confusi e ibridi, si pongono le questioni di genere, le donne appaiono forti, gli uomini fragili. Un testo provocatorio ed estremamente attuale, scritto in uno stile che richiama il linguaggio universale del cinema, di cui Pellet, da sceneggiatore e regista cinematografico, è sapiente conoscitore.

Ho tradotto la terza parte della pièce che, intitolata Il Ragazzo giraffa, dà il titolo alla trilogia, nel 2003, per la messa in scena realizzata da Pierpaolo Sepe l’anno successivo a Quartieri dell’Arte- Festival internazionale di teatro. Ne ho completato la traduzione, con la prima parte Ancora un anno per niente e la seconda Dove il dente duole, nel 2009, durante una residenza d’autore-traduttore al Centre National des écritures du spectacle “La Chartreuse” di Villeneuve – lez -Avignon (Francia), con borsa di traduzione dell’Association Beaumarchais/SACD.

Al link qui di seguito il video di una lettura scenica del testo realizzata nel 2013 al Théâtre du Rond Point a Parigi con la regia di Anne Théron.

http://www.dailymotion.com/video/x16t96t_le-garcon-girafe-lecture-publique_creation

 

“Das Giraffenkind” (Il ragazzo giraffa), regia di Carlos Manuel.

“Das Giraffenkind” (Il ragazzo giraffa), regia di Carlos Manuel.

 

L’inizio della pièce

 

PERSONNAGGI :

 

CLARISSE DELTOUR  

NATHALIE DULLAC

JULIEN MORESTIN

NORMAN REES

JIM MARTENOT

IL RAGAZZO CON L’IMPERMEABILE

L’UOMO DI QUARANTA ANNI

THIERRY PETIT

NILS DULLAC

LUCIE CHASLES

LUCAS NEVEUX

 

LUOGHI:

Prima parte: una cittadina in riva all’oceano:

(negli anni ottanta)

Seconda parte: una capitale europea:

(negli anni novanta)

Terza parte: la cittadina in riva all’oceano

(inizio del ventunesimo secolo)

 

DISTRIBUZIONE DEI RUOLI:

Clarisse Deltour

Nathalie Dullac

Julien Morestin

Norman Rees / Il ragazzo con l’impermeabile / Nils Dullac

Jim Martenot / Lucas

Lucie Chasles

L’uomo di quaranta anni/ Thierry Petit

 

 

PRIMA PARTE 

UN ALTRO ANNO PER NIENTE

Gli anni ottanta

 

1. Un caffè

Musica d’ambiente.

Julien Morestin è a un tavolino, davanti a lui un bicchiere di birra. Non sta facendo niente. Aspetta. È l’unico cliente visibile.

Appare Norman Rees e gli si accomoda accanto.

Entrambi hanno una ventina d’anni. Julien è rosso, Norman biondo.

 

Julien : Che prendi? Io un’altra birra.

Norman : No. Niente birra. Ho bevuto abbastanza ieri sera. (Riflette) Forse…..qualcosa di gassato.

Julien : Allora una coca?

Norman : No. Qualcosa di gassato, ma senza zucchero… Aspetta… (Riflette)

Julien : Un’acqua minerale?

Norman :No. ….Francamente no. Che tristezza. Per di più ho sete. Bene, prendimi una birra: è gassata, è senza zucchero.

Julien : (Fa un cenno) Due birre per favore…..

(Pausa)

Norman : È andata bene la festa di ieri, no? É andata bene, non ti pare?

Julien: Sì. Mi è piaciuta molto.

Norman: Ero ubriaco. Come sono quando sono ubriaco? Per esempio, come ero ieri sera?  Andava, ti pare ?

Julien: Ma sì….Eri normale, insomma.

Norman : Normale? Ma no, visto che ero ubriaco. Mica normale. Com’ero con Clarisse ? Parlavo forte, no?

Julien : No. Come si deve, credo. Non più degli altri.

Appare Nathalie Dullac (la cameriera): una trentina d’anni, bruna. Posa due bicchieri di birra sul tavolo e si ritira. 

Norman : Allora stavo bene? Come esattamente? Com’ero con Clarisse? Parlavo forte. Sono sicuro che parlavo forte. E avevo l’aria da ubriaco?  Francamente?

Julien : (Beve una sorsata) Sei andato a letto con Clarisse?

Norman : (Sorpreso) Ma no. Perché dici così?

Julien : Per niente. (Silenzio) Ho quell’appuntamento tra una mezzora. Ho paura, è stupido. Se ho il posto di lavoro, più problemi di soldi. E un bel po’ di tempo libero. Il paradiso.

(Silenzio)

Norman : Perché mi chiedi se sono andato a letto con Clarisse?

Julien : Non so. Così.

Norman : Che cosa te lo fa pensare? Perché Clarisse ed io così, ora? Hai visto qualcosa ieri sera? Com’ero? Ubriaco? È per questo? Che cosa ho detto? (Riflette) Niente di particolare, me ne ricordo. Parlavo forte, sì. Ma niente di particolare.

Julien : No, niente. Mi chiedo in quanti saremo a presentarci per il posto. Sì, è andata bene la festa di ieri. Proprio quello che mi ci voleva per non pensare troppo a oggi, a adesso. È un bene  che tu sia qui con me, adesso, subito prima. Non bevi la birra?

Norman : No. Ho bevuto troppo ieri. Ero davvero ubriaco, eh?

Julien : (Prende il bicchiere di Norman) Posso bere allora?

Norman : È Clarisse che ti ci ha fatto pensare?

Julien : A cosa? La bevo, allora. (Beve)

Norman : Questa idea che hai: vederci assieme, lei e me.

Julien : No, solo un’idea così. Un’idea passeggera. Nient’altro.

Norman : (Nervoso) Invece no, non è niente. Allora sono io? Che cosa ho fatto….? Non ricordo più. Ero pesante con lei? Appiccicoso? E come sono quando sono ubriaco? Perché pensi che siamo andati a letto assieme? A causa sua? Mia? Di cosa? Di noi due?

Julien : Invece no. Solo per sapere.

Norman : Invece sì. Dimmi: ho parlato? Ho detto delle cose? Parlo forte quando sono ubriaco, eh? Parlo forte, lo so. E la mia voce, com’era? Acuta? Brutta.

Julien : No, no. Come al solito.

Norman: Ho sempre quella voce là? È brutta allora. Vero che è brutta? Non mi piace la mia voce. Un giorno l’ho sentita in una registrazione. Te ne ricordi. Avevi registrato una conversazione durante  una festa. C’eravamo ascoltati, dopo.

Julien: È stato dieci anni fa. La tua voce è cambiata da allora.

Norman: No. È ancora così acuta. E quando sono ubriaco, è peggio. Dimmelo che è peggio, visto che è la verità.

Julien : Non è meglio. Come per tutti. Niente di più. Finisco la tua birra. (Beve) 

Norman : Ero uno schifo, ieri sera, eh?

Julien : (Posa il bicchiere vuoto) Invece no. Stavi bene.

Norman : Ah sì? Stavo bene? Ma cosa? Bene come? Solo bene? Poco fa mi hai detto che ero normale. Non ero normale, visto che stavo bene. Stavo bene come un ubriaco?

Julien : Stavi bene. È tutto.

Norman : È tutto? Allora non così bene. Non ero come al solito, mica normale. È così quando si è ubriachi. La voce cambia, si parla forte. Com’ero io? E con Clarisse? Perché proprio dopo questa festa, questa idea che siamo andati a letto assieme? C’è stato qualcosa? È lei forse? Hai visto qualcosa?

Julien :Che cosa vuoi farmi dire?

Norman : Ma sei tu che vuoi farmi dire. Se sono andato a letto con Clarisse: no, no e no!

Julien : Bene. Benissimo allora.

Norman : Perché benissimo? Sei contento?

Julien : Ma no. Devo andare là. (Si alza)  Mi aspetti? Non durerà molto. Sto bene?

Norman : Sì, va bene.

Julien : Bene. A subito.

(Esce. Norman, immobile, aspetta)

BUIO

 

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SECONDA PARTE

DOVE IL DENTE DUOLE

Gli anni novanta

 

1. Una camera.

Jim Martenot, trenta anni, lunghi capelli bruni, ha in mano una lattina di birra. Clarisse si toglie la giacca. 

 

Clarisse : Non ci sono molti libri a casa tua.

Jim : Sì, guarda, da quella parte…Ce ne sono.

Clarisse : “Jacques il fatalista”, ” Il Tartufo “.”Illusioni perdute”. Sì. (Disincantata) “Illusioni perdute”. Il programma della maturità, insomma.

Jim: (Posa la birra, abbraccia Clarisse) Adoro i tuoi occhi. Adoro la loro indifferenza.

Clarisse: Occhi di cerva o di cerbiatto.

Jim:  Occhi di bambina.

Clarisse:  (Si libera) Quando Julien incrocia lo sguardo di certe donne, pensa agli occhi dei cerbiatti. O a quelli delle cerve.

Jim: È tanto tempo che state insieme?  (Silenzio) Non ha l’aria tanto cattiva per un cacciatore. In ogni caso, stasera, non ha fatto niente per trattenerti.

(Tenta di baciare Clarisse. Lei lo respinge)

Clarisse: Julien, un cacciatore?

Jim: (Recupera la birra, la finisce) Fa la posta. A forza di sparare a vista, finirà per colpire qualcosa.

Clarisse : Non prenderà niente. È come se portasse dentro di sé – forse ancora di più nel chiaroscuro dei suoi occhi grigi -la durezza e la fragilità del vetro. Toccandolo potrei tagliarmi come frantumarlo.

Jim: Capisco. (Passa una mano sotto il pull di Clarisse:) I tuoi seni, mi piacciono anche i tuoi seni, sai. (Solleva il pull di Clarisse) I seni delle ragazze, li mangerei crudi.

Clarisse: (Lo respinge) No, non stasera. (Jim prende un’altra lattina di birra, l’apre, beve, si allunga per terra) Smetti di bere, è quello che ti eccita.

Jim: Vattene.

Clarisse: Mi piacciono le tue braccia, e le tue mani. Anche il tuo viso. E la tua voce.

Jim:  E io adoro i tuoi seni, se lo vuoi sapere. (Disarmato bruscamente, si raddrizza su un gomito: ) Io ti piaccio e tu mi piaci. Cosa allora? È Julien? Da quando state assieme?

Clarisse: È il tuo collo, credo, che mi piace di più.  Con i tuoi capelli lunghi, è difficile giudicare.

Jim: A domani, allora? Vorrai, domani?

Clarisse: Prima che me ne vada, alzati almeno.

(Jim si rialza)

Clarisse: Voltati. (Jim si volta) Tirati su i capelli. (Jim si passa una mano tra i capelli) Più in alto. (Li tira su: appare la nuca) Ora abbassa la testa. (Jim abbassa la testa) Sei docile?

Jim: Posso esserlo. (Cade in ginocchio:) Posso essere anche violento. (Sbatte la fronte sul pavimento) Signore, dammi questa ragazza!

(Pausa)

Clarisse: Preghiera esaudita.

 

BUIO

 

 

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TERZA PARTE

IL RAGAZZO GIRAFFA

Inizio del ventunesimo secolo

 

PRIMA GIORNATA

 

1. Parco di una cittadina in riva al mare

Lucas Neveux, un giovane di una ventina d’anni dai capelli scuri, tagliati molto corti e Lucie Chasles, stessa età, una lunga capigliatura scura, sono abbracciati. Ai piedi di Lucie, una valigia.

Si stringono e si baciano.

Lucas: Come sono gli Inglesi?

Lucie: Le ragazze: non male. I ragazzi, meno bene. Lucas…..(Lei si divincola dall’abbraccio) Hai parlato con Nils? (Lucas abbassa la testa) Non gli hai detto niente. (Silenzio) Sei un vigliacco, ecco tutto.

Lucas: È con te che vuole partire. Tocca a te parlargli.

Lucie: Perché tu non c’entri niente con questa storia, no? È con te che rimango. (Lui si volta) Mi nascondi qualcosa. Dall’inizio. C’è qualcos’altro.

(Silenzio)

Lucas: Sì. C’è qualcos’altro.

BUIO

 

2. Una camera d’hotel.

Arredamento sommario: un letto, un tavolo, un lavabo davanti a uno specchio. Julien Morestin entra. Indossa un paio di occhiali da vista, i suoi capelli rossi sono ora radi. Posa la sua borsa da viaggio sul letto, si dirige verso il lavabo, fa scorrere l’acqua un istante, richiude il rubinetto, si osserva nello specchio.

Poi si siede sul letto, apre la borsa, tira fuori la pianta di una città, la spiega e le dà un rapido sguardo.

BUIO 

 

3. Il parco

Lucas e Lucie sono seduti su una panchina. Posata a terra, la valigia. Lucie tira fuori dalla sua borsa un foulard verde fluorescente e lo annoda ai capelli. 

 

Lucas: Non voglio provocare un dispiacere a Nils. È al di sopra delle mie forze.

Lucie: Tu hai ancora un debole per lui.

Lucas: È stata solo un’esperienza, nient’altro.

Lucie: E da parte sua?

Lucas: Non ne sono sicuro.

Lucie: Non gli hai chiesto niente?

Lucas: Non parliamo di queste cose.

Lucie: Lo fate d’istinto? Come gli animali? (Pausa) È durato a lungo?

Lucas: Diluito nel tempo. In maniera….sporadica.

Lucie: Sporadica?

Lucas: Ma è finita con lui. Adesso ci sei tu. E se non fossi tu, sarebbe un’altra.

Lucie: Grazie, fa sempre piacere sentire certe….

Lucas: Non è quello che voglio dire.

(Silenzio)

Lucie: Il vento si alza. Finalmente. (Lucas con un gesto molto dolce, amoroso, toglie il foulard a Lucie)

 Lucas: Venga. Lo aspetto

(I capelli di Lucie si sciolgono, ondeggiano leggermente nel vento. Lucas la guarda, soggiogato)

BUIO

 

4. La camera d’hotel

Julien, torso nudo, si rade con un rasoio davanti allo specchio. Ha tolto gli occhiali. I suoi gesti sono precisi, lenti. A tratti si osserva con attenzione, sospendendo i gesti. Poi riprende. Quando ha finito, si asciuga il resto della schiuma da barba con un asciugamano, senza togliere lo sguardo dallo specchio.

BUIO

 

5. Il parco

Lucie e Lucas sulla stessa panchina.

Lucie: Tra te e Nils, quando è stata l’ultima volta?

Lucas: È parecchio tempo.

(Lei prende il viso di Lucas tra le mani, lo guarda negli occhi. Lui evita il suo sguardo)

Lucie: Quando? (Silenzio) Lucas, quando?

Lucas: (Tutto di un fiato) Un mese fa….

Lucie: (Demoralizzata) Giusto prima che ci mettessimo assieme tu ed io?

Lucas: (Smarrito) Ma in quel momento anche tu stavi ancora con lui, ricordatelo!

Lucie: È colpa mia allora?

Lucas: Non lo so. Ognuno ci ha messo del suo, ecco. Una cattiva congiunzione.

Lucie: Adesso, capisco perché non osi dirgli niente.

Lucas: Non ne ho la forza.

Lucie: Debolezza. O semplicemente amore.

Lucas: Glielo dirai?

Lucie: (stanca) Ma sì.

(Lei si alza. Lui la prende per la vita. Lei si divincola)

Lucas: Non mi ami più.

Lucie: Ma no….

Lucas: Cosa allora?

Lucie: I ragazzi. Non ci capisco niente. E questo alla fine mi innervosisce.

Lucas: Ma te lo spiego io.

Lucie: Non dire più niente, è meglio. È un disastro.

Lucas: In disastro, c’è “astro”.

(Lei alza le spalle, prende la valigia, annoda il foulard sui capelli)

Lucas: Non mi fare del male, Lucie.

Lucie: Ma no.

Lucas: Baciami, Lucie. Baciami per desiderio, non per consolazione.

(Lei posa la valigia e si lascia baciare. Il suo foulard si snoda portato via dal vento. Lei fa un gesto per riprenderlo. Fatica sprecata. Il gesto resta sospeso nel vuoto)

BUIO

 

6. La camera d’hotel

Julien tira fuori una polo blu dalla borsa, la infila, getta uno sguardo allo specchio, la toglie, fruga dentro la borsa, tira fuori una camicia bianca, la mette e si guarda di nuovo nello specchio.

BUIO

 

7. Una terrazza  a casa di Nathalie Dullac e Clarisse Deltour

Dà su un parco che scende sull’oceano, di cui ci arriva il rumore. Nils è assopito in una poltrona di pelle nera. Clarisse entra, una borsa della spesa in braccio. 

Non è cambiata molto: il suo viso è rimasto sorprendentemente giovane, ma nel suo sguardo predomina un sentimento d’inquietudine. Ha un foulard beige legato attorno ai capelli. Posa la borsa, toglie il foulard, lo lascia scivolare sul viso di Nils, come una carezza. Lui si sveglia. È un giovane di venti anni, dai capelli a mezza lunghezza, rossi e sottili, dalla carnagione molto pallida. Lei gli sorride.

Clarisse: Buongiorno, Nilou. (Le ricambia il sorriso, prende dalla sua tasca un paio di occhiali da vista e se li posa sul naso. Clarisse tira fuori le provviste dalla borsa) Ho riportato delle cose strane che vengono da lontano. Esotiche. Non è possibile neppure immaginare di mangiarla questa, tanto è carina. Delle cosettine leggere.

Nils: Mai leggere quanto me.

Clarisse: Due giorni senza mangiare, direi che bastino. Nathalie mi rimprovererà. (Silenzio) Nils, è necessario. Per farmi piacere

Nils: Per farti piacere? Non pensi piuttosto a Nathalie? Tu hai paura di lei. Hai paura di mia madre. (Pausa) Hai paura che lei ti lasci. Che un giorno non ritorni da uno dei suoi viaggi.

(Clarisse si volta, ferita)

Nils: Perdonami, Clarisse. Ho delle idee cupe.

Clarisse: Ti preparo qualcosa. Per farti perdonare, mangerai un po’. Adesso, mi chiami Clarisse…..Non molto tempo fa ancora io ero “mamma luna”, ricordi?

Nils: Tu rimanevi con me la sera. E la notte, quando ero malato, vegliavi su di me. Mamma era fuori, perduta tra le costellazioni.

Clarisse: Avevi paura la notte. Dicevi: “mezzanotte, è l’ora del crimine….”

Nils: E tu mi rispondevi: “mezzanotte: è anche l’ora dei sogni e delle confessioni…”

Clarisse: E lei, sempre tra due aerei. Una settimana a Tokio, un’altra a New York. (Pausa) Si alza la tempesta. Spero che il suo aereo non subirà un ritardo.

Nils: È un sole, Nathalie. Noi siamo delle figure dell’ombra, della notte.

Clarisse: Non è molto gentile quello che dici.

Nils: Allora perdonami, ancora una volta.

Clarisse: Ancora una volta ti perdono, a una sola condizione: vado a prepararti una zuppa, una buona zuppa di verdure, un zuppa della sera, poiché noi siamo- come dici?- “delle figure dell’ombra”. Ne prenderai un po’? Per Lucie, almeno. È tornata da Londra?

Nils: Oggi.

Clarisse: Hai un brutto aspetto, che cosa penserà? Ti troverà troppo magro. Non è tanto confortevole un ragazzo alto e magro.

Nils: Che cosa ne sai?

Clarisse: Ne ho conosciuto uno. Un tempo.

Nils: Chi era?

(Lei continua a svuotare le provviste, senza rispondergli)

Clarisse: Una zuppa di verdure, semplice. Non vale la pena cercare troppo lontano, in fondo.

Nils: Perché mi parli di quell’uomo? Chi era?

Clarisse: Hai un brutto aspetto. Se fossi la tua ragazza, sarei preoccupata, è tutto. Quell’uomo non ha alcuna importanza.

Nils: Era prima che ti mettessi con mia madre?

(Clarisse guarda Nils a lungo. Uno sguardo strano nel quale tutta l’inquietudine è scomparsa. Al suo posto, qualcosa di indefinito, tra il desiderio e il timore. Gli carezza i capelli, fa scivolare la mano sulla nuca del giovane, poi chiude gli occhi)

Nils: (piano) Non voglio più che mi tocchi.

 

(Clarisse ritira la mano, come si fosse bruciata al contatto con una fiamma)

 

Nils: Sto bene. Lo vedo nei loro occhi. Sto bene.

Clarisse: Nei loro occhi?

Nils: È così che loro mi amano: quando divento trasparente. Allora, non mi fanno più soffrire.

Clarisse: Ma chi?

Nils: Le persone tutt’intorno.

 

BUIO

 

Estratti dal testo inedito Il Ragazzo giraffa, traduzione di Simona Polvani, depositato presso la SIAE (Italia) e la SACD (Francia).
Per ulteriori informazioni o se foste interessati a leggere il testo integrale: simona.polvani@gmail.com

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Bonjour,

je participerai au Colloque international Le processus créatif dans les arts performatifs, visuels, sonores et littéraires à l’Université Paris 1- Panthéon Sorbonne, avec l’intervention Créer sans détruire. Le processus créatif dans la dramaturgie de Gao Xingjian.

Mon étude portera sur le processus créatif dans l’œuvre théâtrale de l’artiste Gao Xingjian et notamment sur sa conception dans le domaine du jeu de l’acteur, qu’il a théorisé comme un triple jeu de la représentation. Pour Gao Xingjian elle est le point de départ pour la construction de son dispositif dramatique prenant sa source dans le texte dramatique ainsi que dans le travail préalable du dramaturge. Ainsi, la dramaturgie et le jeu de l’acteur permettent de donner lieu à un espace théâtral performatif entre dimension fictive et réel.

vendredi 20 juin 2014 – session 11h45-13h15

Amphi I – Université Paris 1- Panthéon Sorbonne

Place du Panthéon, PARIS 

Pour plus d’information sur le programme du colloque: http://www.institut-acte.cnrs.fr/espas/2014/06/11/colloque-le-processus-creatif/

 

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Salve,

prenderò parte al Convegno Le processus créatif dans les arts performatifs, visuels, sonores et littéraires all’Università Paris 1- Panthéon Sorbonne, a Parigi, con l’intervento  Créer sans détruire. Le processus créatif dans la dramaturgie de Gao Xingjian (“Creare senza distruggere. Il processo creativo nella drammaturgia di Gao Xingjian”).

Il mio studio riguarderà il processo creativo nell’opera teatrale dell’artista Gao Xingjian e in particolare la sua concezione nell’ambito della recitazione, che ha teorizzato come triple jeu de la représentation. Per Gao Xingjian essa costituisce il punto di partenza per la costruzione del suo dispositivo drammaturgico fondato sul lavoro a monte del drammaturgo e sul testo teatrale. In tal modo, la drammaturgia e la recitazione permettono di creare uno spazio teatrale performativo tra dimensione fittizia e reale.

20 giugno 2014 – sessione ore 11.45-13.15

Amphi I – Université Paris 1- Panthéon Sorbonne

Place du Panthéon, PARIS 

Per maggiori informazioni sul programma del convegno:  http://www.institut-acte.cnrs.fr/espas/2014/06/11/colloque-le-processus-creatif/

Disegno del Teatro Palladium realizzato da Emma Dante

Disegno del Teatro Palladium realizzato da Emma Dante

Condivido volentieri l’articolo di Graziano Graziani sulla chiusura del Teatro Palladium e l’estromissione di Roma Europa dalla sua gestione, nonostante i risultati altamente positivi raggiunti in dieci anni di attività.

Un altro atto scellerato delle politica nostrana contro l’arte e la cultura.

Di Graziano Graziani – Riflessioni attorno alla “chiusura” del Teatro Palladium

 

par SIMONA POLVANI – 26 septembre 2013,  19h00

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Du lundi 11 au vendredi 15 juin 2012, nous nous sommes donné rendez-vous tous les matins avec Silvia Bottiroli sur le réseau social Twitter pour une Tweet_interview en italien, que nous avons relancé en français en deux parties le 15 et le 27 juin. 

Silvia Bottiroli, italienne, est chercheuse en performing arts. Elle est l’auteure de nombreux essais, dont le dernier est Un teatro attraversato dal mondo. Il Théâtre du Soleil oggi (Un théâtre traversé par le monde. Le Théâtre du Soleil aujourd’hui) écrit avec Roberta Gandolfi. Cet ouvrage reparcourt et discute les spectacles créés dans les dix dernières années par l’ensemble cosmopolite du Théâtre du Soleil, dirigé par Ariane Mnouchkine. Depuis novembre 2011, S.Bottiroli est la directrice artistique du Santarcangelo Festival (Emilia Romagna), le plus vivace des festivals consacrés au théâtre de recherche en Italie.
Chaque matin j’ai posé via Twitter deux questions à Silvia Bottiroli qui a répondu pendant la journée. La Tweet_Interview s’est tenue en italien et en français. Notre hashtag était #TwInt.
Voici notre Tweet_interview, dans son intégralité, ici retranscrite comme elle s’est déroulée sur Twitter, jour par jour et Tweet par Tweet.
Bonne lecture!

Silvia Bottiroli

Silvia Bottiroli

15 juin

Simona Polvani ‏
Tweet_interview à Silvia Bottiroli, dir. artistique de Santarcangelo Festival via @SANTARCANGELO_F – On est prete à Twitter ‪#TwInt

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F La Tweet_interview/10 questions /On va Twitter mes premières 4 Quest et les premières 4 réponses de @silviabottiroli ‪#Twint

#01

Simona Polvani
@SANTARCANGELO_F Q1-Quel(s)théâtre(s) t’ont passionnée et poussée à devenir directrice (éditrice)/organisatrice? #TwInt http://pic.twitter.com/Cbu4siuO

Théâtre romain – image en pièce jointe à la Tweet_question Q1

SANTARCANGELO_FEST
@SimonaPolvani R1/1 Les théâtres des collectifs qui créent des lieux et des communautés, qui réécrivent le temps #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R1/2 Les théâtres impossibles qui se font en dehors des théâtres. F #TwInt @menoventi @kinkaleri @Immascar @altrevelocita

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R1/3 Et les festivals à partir de mon premier Santarcangelo en 2001. ‪#TwInt‬ F

#02

Simona Polvani
@SANTARCANGELO_F Q2 – Entre art et organisation/ Quelles sont les caractéristiques d’un bon directeur? #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R2/1 La patience, savoir attendre, l’écoute #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R2/2 La disponibilité à recommencer chaque jour depuis le début #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R2/3 La capacité de penser ce qui ne l’a encore jamais été,@Irit Rogoff à propos la”criticality” bit.ly/rmadsx #TwInt F

#03

Simona Polvani
@SANTARCANGELO_F Q3-MarcoBaliani /Théâtre du Soleil,distances, proximités dans leurs dimensions éthiques-politiques de faire théâtre? #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R3/1 Baliani et le Soleil paraissent très loin: solitude et choralité #Twint

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R3/2 …l’essentialité de la scène et la somptuosité orientale #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R3/3 Et pourtant une idée du théâtre qui raconte l’histoire et le présent, qui se laisse “traverser par le monde” #Twint F

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Un petit hommage au Théâtre du Soleil, autour duquel @silviabottiroli à écrit une monographie ‪#TwInt‬ pic.twitter.com/Iolye4ji

#04

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Q4-Théâtre du Soleil/Comment a évolué son esthétique?Est-ce uniquement un modèle artistique ou également de société? #Twint 

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R4/1 Le Soleil est certainement aussi un modèle de société #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏@SANTARCANGELO_F
@SimonaPolvani R4/2 …fondé sur la responsabilité individuelle et les horizons collectifs #Twint

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R4/3 Il a traversé des esthétiques différentes, par rapport à son époque à la recherche d’un théatre non réaliste @Twint F

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Merci à @silviabottiroli pour ses premières 4R / à plus tard pour les autres 6 Questions et 6 Réponses / #Twint

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani Merci à toi et à tous les amis de #TwInt

27 juin

Simona Polvani ‏
Tweet_interview à Silvia Bottiroli via @SANTARCANGELO_F /On a eu une petite pause, on va maintenant la terminer /7 Questions&Réponses #TwInt

#05

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Q5-Tendances/ Dans la scène contemporaine et future, combien de théâtre, de performance et de performance théâtrale?#Twint

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R5/1 Mais quelle est véritablement la différence entre théâtre et performance? #TwInt

SANTARCANGELO_FEST
@SimonaPolvani R5/2 Cela a t’il du sens de faire une différence nette? #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R5/3 Le théâtre vivant continue à s’interroger sur son propre statut, réinvente formes narratives… #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R5/4 … et façons d’habiter la scène http://bit.ly/LDzrZW #TwInt – F

#06

Simona Polvani
@SANTARCANGELO_F Q6-Quels sont les principaux effets du numérique sur le langage artistique&le système théâtral? #Twint http://pic.twitter.com/pNAtKU0h

Digital word, image en pièce jointe à la Tweet_question Q6

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R6/1 Certes avec le numérique le système théâtral a beaucoup changé, la manière de travailler… #TwInt

SANTARCANGELO_FEST
@SimonaPolvani R6/2 …de programmer le spectacle et de se regalerà dans le miroir. #TwInt http://pic.twitter.com/8fWZOj4S

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R6/3 Chaque technologie ouvre aussi des possibilités de langage,que la scène est en train d’utiliser avec intelligence #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R6/4 je pense au théâtre qui dialogue avec sa propre disparition… #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R6/5 …à un certain cinéma en 3D qui incorpore la scène dans l’écran #TwInt – F

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Pour Technologies et théâtre/ Q5 et Q6, une image du passé, Prune Flat de Robert Whitman #Twint http://pic.twitter.com/6VklJrWA

Prune Flat (1965), performance, by Robert Whitman

#07

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Q7- Direction et co-direction/Quel est l’avantage à travailler en équipe plutôt que tout seul? #Twint http://pic.twitter.com/UzjpgJM4

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R7/1 La mise en discussion permanente. La pratique quotidienne de travailler aussi pour un autre. #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R7/2 La cohabitation avec l’inattendu. La force du désaccord, du conflit aussi. #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R7/3 Qui est la puissance de remettre tout en discussion. #TwInt – F

#08

Simona Polvani ‏
Q8- @SANTARCANGELO_F 12 -Programme articulé, intense et dense/ Comment programme-t-on à l’époque de la crise? #Twint http://pic.twitter.com/4LF869Fl

Affiche Santarcangelo 12, photo en pièce jointe à la Tweet_question Q8

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R8 – On se lève tôt le matin, on va dans les champs et on demande de l’aide à la terre. #TwInt – F

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Merci @silviabottiroli / Je relance avec les champs #TwInt http://pic.twitter.com/fL6h2jhh

#09

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Q9-Les places, lieux politiques,sont à nouveau révolutionnaires. Quelle est la perspective du Théâtre sur une place? #Twint 

SANTARCANGELO_FEST ‏@SANTARCANGELO_F
@SimonaPolvani R9 – C’est la perspective d’un théâtre qui est dans l’espace qui appartient à tout le monde, un espace pas médiat #TwiInt – F

#10

Simona Polvani ‏
Q10 – @SANTARCANGELO_F a 5 projets sur John Cage, notamment Valdoca,Giomi/Quel est le sens aujourd’hui de son expérience artistique? #Twint

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R10 – Une grande liberté et le sens de la scène comme espace vivant #TwInt #sant12 – F

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Juste un souvenir de Cage par John Cage même http://www.youtube.com/watch?v=pcHnL7 … ‪#Twint

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F J’ai une 11éme question, si c’est possible..‪#Twint

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani Mais oui avec plaisir! ‪#TwInt

#11

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Q11- Associations Libres/ Fragilité, communauté, intimité, air public, obscurité, rouge #Twint

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R11/1 Vulnérabilité par rapport à l’humain et au politique… #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani R11/2 – …et conscience des contradictions et des implications affreuses du beau #TwInt – F

Simona Polvani ‏
Merci beaucoup à @silviabottiroli pour cette Tweet_interview et good lucky pour le festival @SANTARCANGELO_F qui va bientôt commencer #Twint

Simona Polvani ‏
@SANTARCANGELO_F Merci beaucoup aussi à tous les followers qui nous ont suivi @cotteretchris @sylensi @AntoinePickels #TwInt

SANTARCANGELO_FEST ‏
@SimonaPolvani @silviabottiroli Merci à toi et à tous les followers. à bientôt #TwInt

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