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Deflagrano risate

risate

deflagrano fuori

dalla finestra

Sonore sillabe gutturali rotonde rotanti

Dalla finestra fuori

irrompono seminando filamenti scie brusii

borboglii

Scardinato ormai è il regno del Silenzio Inamovibile

Talvolta nella distanza – cento metri a volo d’uccello –

accade

una parola non si infrange nell’aria

penetra allora intera di senso nel tuo orecchio – bon, enfin, putain, champagne, virus, covid

vie vie vie

Loro festeggiano – sagome s­hekerate dentro rettangoli luminosi nella notte pesta – La cacofonia della felicità riesumata

Tu ancora

segregata nell’appartamento rimani sempre

più lontana dalla (ad)domestica(ta) vita di un tempo – antropocene ridisegnato con un compasso senza centro

e incomprensibile è la gioia

strozzata dalla paura

Niente è più rassicurante nel presente

ciò che prima era sembra perduto per sempre

l’incoscienza – e il tatto l’olfatto il gusto persino la vista

Il corpo – tradito dal respiro ­–

è divenuto diffidente e         fa barriera

I piedi recalcitranti ti negano la soglia – oltre

NO EXIT

(Neppure l’estate esplosa tutta il 19 maggio)


©Simona Polvani 2020

Salvatore, tu vois—vedi – 

(mentre guarda una fotografia che la macchina del tempo di Fb restituisce dal passato)
ci sono stati una volta compleanni condivisi 
dentro “i parlari nostri” sconfinati
candeline soffiate a meno di un metro 
e risate dimesse e fragorose

Il tempo del virus ci ha fatto regali perniciosi 

Il distanziamento sociale – espressione asociale – 

e l’impaurito sconfinamento – in cui i cavalli ombrosi dei piedi recalcitrano verso ogni dove scalciando 
impazziti nell’aria vuota – 


separano i corpi degli amici 


e oltre – scindono mente e corpo 

la prima resta 
desiderante 
della vita tutta che si crea insieme –
ai fratelli alle madri ai padri
agli amanti alle sorelle
agli amici
al genere umano ancora e forse per sempre sconosciuto –
della vita che si crea
corpo a corpo

tutta intera

©Simona Polvani, 26 mai 2020



Un passo

Dopo

Un passo dopo

L’altro

Passo (a) passo

Creo

Il cammino

Apro il varco

                                                                        Sensibile nell’aria che fischia

Respiro il passaggio

Creo

dissolvo

Il passo

Traccia di folle

In ascolto di voci

                                                                                          Il vento? Le foglie a strati? I rami timidi lontani? Il nucleo del sole? I traumi degli avi. I miei. Il rimbombo ottuso delle guerre. La scintilla del fuoco. Tu lontano. Perduto. Smarrito come il sentiero di casa. E le domande dalle labbra cucite. L’urlo nel petto squarciato.

Le fulminee felicità?

Tutto impresso e tramandato

 Nelle memoria elicoidale

Mi faccio silente

Spalanco il cuore. Muta. Sorrido al piede.

È ancora il mio?

Una scia preme alla porta

Delle scapole

Me prima di me, altri

Eppure me

Fecondi e sterili, altri, feconda e sterile me

La folla di folli

Di vita

Piedi che

Mille e mille

Calcando

La terra fragilmente

Passaste

Marcando l’impronta

Di sangue saliva sperma

Carne in lotta e rivolta

Terra rivoltata

Attraversatemi ora

Ho aperto il fianco

Sibilo d’erba verde

Piede di terra

Piede di cielo

Passate

Ad ogni passo

Alla terra lascio

Dalla terra colgo

Piedi di semi

Domani fiori




Simona Polvani

Testo scritto per la performance di marcia Butō Passage e affisso sul muro del Pont Bleu a Rue Riquet, Parigi

Parigi, 31 ottobre 2015

Senza Titolo, Stefano Frosini, 2013


Arrivi, tu arrivi

Una linea di luce diafana

E mi tocchi

Una mano, la scapola esposta

Giungi e sciogli la cera

All’orecchio cieco

Impenetrabile, erravo, racchiusa

Tutta

In bava di seta

//Contro, dico, contro

Impotente, renitente la lingua

Al refrain che scarnifica

L’oggi

Giungi e irrompi,

Crepitio dubbioso di screpolatura

Ulna contro malleolo

Ciglia e flagelli a perlustrare

Il pallore, far affiorare

Il rossore

(Incanti

Di nuovo sono

Sulla pietra, qui,

Riemersa all’orizzonte teso

Apparire e sparire, petali e foglie di ali dispiegare,

Andare

Ancora, andare


Testo: Simona Polvani, composto per IN APPARENZA
video-installazione a cura di Simona Polvani, in collaborazione con Federico Fiori e Francesca Lenzi, presentato al Festival Nottilucente 2012, San Gimignano.

Fotografia: Senza titolo (2013), di Stefano Frosini. Esposizione: f/18, 53.2s.

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