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J’ai le plaisir de faire partie du nouveau numéro, le #97, de la revue TURBULENCES VIDEO, avec mon article Voir à fleur de peau: la violence de l’accommodation sur la performance Accommodation de Hantu (Pascale Weber + Jean Delsaux). Je vous invite à découvrir les différents articles proposés dans ce numéro, et parmi ceux-ci, le mien, évidemment 😉


TURBULENCES VIDEO #97

Nouvelle parution / New publication

OUT NOW!

Moving Pictures, Art & Digital Cultures Magazine

http://fr.calameo.com/read/000011277ee6c090a30b0


>> Téléchargement / Download : https://www.dropbox.com/s/ds0isfxp1fe12hx/TV%2397.pdf?dl=0

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Le RIRRA21 de l’Université Paul Valéry Montpellier 3, en partenariat avec LR livre et lecture, organise 2 jours consacrés à la poésie numérique à Montpellier, les 2 et 3 novembre 2016.  * Mer…

Sorgente: ECRIRE AVEC – workshop

“Non l’ho mai fatto finora, intendo, di postare delle micro riflessioni. Il mio blog non è fatto per pensieri salvavita. Tuttavia, questa volta contraddico alla regola e condiviso un post che avevo pubblicato due anni fa, oggi, sulla mia pagina Fb. Lo faccio per me, per pro-memoria. Non è detto, però, che non possa essere utile a qualcun’altra/altro. “



 

Foto pesci

Spesso, quando ci accorgiamo che qualcosa non è adatta a noi, una situazione non ci rispecchia, un rapporto di amicizia o amore non è salutare o ci delude, un lavoro ci fa stare male, usiamo l’avverbio “purtroppo”, a marcare il dispiacere.
Dovremmo invece pensare “per fortuna”, riconoscendo l’importanza di aver avuto la capacità di sentire e capire che qualcosa non è soddisfacente per noi. Quel “per fortuna” è come una finestra con una nuova prospettiva, che ci permette di dare avvio a un cambiamento e di cercare o di essere disponibili a incontrare ciò che ci fa stare bene, consentendoci di evolverci verso una dimensione di noi stessi desiderata.

Un bell’articolo su PAC di Matteo Brighenti su Enduring Freedom, la performance estasiante, nella sua fragile e forte umanità ,del danzatore butoh Imre Thormann, vista a Genova al festival “Testimonianze ricerca azioni”. Tutto da leggere. Nel nome del #butoh

PAC

Enduring freedom @ Julian Vega Lavado Enduring freedom @ Julian Vega Lavado

MATTEO BRIGHENTI | È un corpo asciugato nella sua esistenza nuda che invoca una ribellione della carne per essere reinventato. Un corpo danzato all’origine, al di là delle convenzioni quotidiane. Tensione, fremito, fermento. Imre Thormann, uno dei più prestigiosi maestri Butoh del mondo, è il rigore, la fatica e la gioia di una libertà permanente. E proprio Enduring freedom si chiama l’ultima creazione del danzatore di Berna classe 1966, studioso di arti marziali come Aikido, Kung Fu, Tai Chi e Taekwon Do, dopo una carriera senza successo in una punk band, e allievo in Giappone del fondatore del Butoh, Kazuo Ohno, e poi di Michizou Noguchi. L’altrove di un movimento perpetuo ci ha scossi a tal punto da entrare in comunione con quanto accadeva a un palmo dai nostri occhi, dimenticando le sirene delle ambulanze o le urla dei bambini nel giardino di Villa…

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PASSI /Errare è umano 

NOTEBOOK | CAHIER DE NOTES

 

 

IMG_0531.jpg

Cumuli

Di terra scavata

Piena di buche

Sono le tane dei conigli

Che abitano questo territorio

Eccoli corrono

Uno di essi davanti a me

Lampeggia veloce più di un razzo

“Qui devi correre più che puoi per restare nello stesso posto.


Se vuoi andare da qualche parte devi correre almeno il doppio.”*

 

*(In corsivo  una citazione da Alice au pays des Merveilles, di Lewis Carroll)

Simona Polvani


 

Des tas

De terre

Creusée

Pleine de trous

Ce sont les terriers des lapins

Qui habitent ce territoire

Les voilà courant

Un d’entre eux devant moi

Il File rapide comme l’éclair

“Ici il faut courir plus que tu ne peux pour rester dans le même endroit. Si tu veux aller quelque part il faut courir le double au moins” *

 

*(En italique une citation de Alice au pays des Merveilles, de Lewis Carroll)

Simona Polvani


 

Simona Polvani with Damiano Meacci residence for projet PASSI

Château Éphémère, Carrières-sous- Poissy

PASSI / Errare è umano, in residenza

PASSI / Errare è umano, en résidence


NOTEBOOK | CAHIER DE NOTES

Day #01 | PASSI / Errare è umano residence

Day #02 | PASSI /Errare è umano residence

Day #03 | PASSI / Errare è umano residence

 

Simona Polvani - mani by Guido Mencari 2014

Alcuni anni fa, con Damiano Meacci, abbiamo iniziato una ricerca sulla poesia sonora, che ha unito alcune mie forme poetiche alla sua musica elettronica. Il poema elettronico s_suite è stato il primo esito della nostra collaborazione.

Attualmente stiamo lavorando alla creazione di una performance e installazione poetico-sonora, PASSI / Errare è umano, per la quale abbiamo ottenuto per il 2016 una residenza in uno splendido luogo consacrato alla ricerca artistica musicale e digitale, lo Château Éphémère – fabrique sonore et numérique ,  a Carrières-sous-Poissy, in Francia. Vi trascorreremo due periodi, ad aprile (dal 15 al 23) e ad ottobre (dal 18 al 31). Sarà l’occasione anche per presentare alcune tappe della creazione in corso, durante gli appuntamenti mensili di porte aperte a cui lo Château Ephémère  ha dato vita, gli Afterwork. Il primo a cui noi parteciperemo sarà l’Afterwork #14, giovedì 21 aprile, alle ore 18 (qui il link per l’evento su Facebook).

PASSI / Errare è umano intende interrogare l’atto dell’erranza. Errare come movimento, slancio originario e vitale, fisico-spaziale e temporale, intimo e politico. Errare, come sbagliare, movimento di passi falsi. Errare come perdersi e ritrovarsi, partire, migrare, passi necessari, intrinsecamente umani.

Qui di seguito la presentazione del nostro progetto sul sito dello Château Éphémère, che ringraziamo per averci scelto e accolto come artisti in residenza.

http://chateauephemere.org/passi-errare-e-umano-simona-polvani-damiano-meacci/

 

Tengo un diario di bordo della residenza, 
delle impressioni tradotte in pochi versi.

Le trovate a questi link:

01 / First day of PASSI residence

02/ Second day of PASSI residence


Photo: Guido Mencari | www.gmencari.com

Il y a du vide parfois,

du vide

même si le vide n’existe pas

comment se débarrasser du vide, autour, dedans, en dehors

d’un phénomène qu’en nature n’existe pas

comment penser au plein, plein de tout

mouvement perpétuel, choc entrechoqué, sobre fusion
couleurs à tromper, à faire crever l’iris
et le recréer

imaginer – pas de froid, de givres, de glace,
pas l’image du vide

songer, songer au tout, se faire espace
et particule, se faire le tout
puis laisser      la main glisser
et      se poser

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Simona Polvani, 2016

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