LE NOMINE DEGLI STABILI / L’APPELLO DI RETE CRITICA

Ho sempre considerato un’anomalia che in Italia i direttori artistici e amministratori dei teatri stabili, fossero, in sostanza, da trenta anni, sempre gli stessi. Una volta a Roma, una a Torino, una volta a Venezia, un’altra a Napoli e via dicendo. Come se lo stesso artista, spesso chiamato maestro (titolo che faccio fatica a riconoscere a qualunque persona che non abbia trovato il modo di salvare il mondo da amare sorti o non insegni alle elementari) non potesse mai rimanere senza un teatro da cui irradiare la sua estetica e la sua visione del mondo. Eppure quel sedicente maestro, spesso, non solo non ha prodotto in una carriera uno spettacolo degno davvero di nota, ma neppure un progetto artistico generale, capace di rendere il teatro un luogo politico, di attrarre pubblico, di inserirsi, anche provocatoriamente, nel tessuto della città, di fare arte. Anzi, spesso ha mal amministrato, mal creato, allontanato il pubblico, non ha fatto né arte né cultura. Senza parlare della quasi assenza di ricambio generazionale, che questa struttura del sistema ha provocato, e quindi di visioni, estetiche ed energie bloccate e spesso invecchiate.

Per quanto neppure il sistema di Oltralpe sia perfetto, ho sempre apprezzato l’idea che per ogni direttore a cui scadesse il mandato, il Ministero della Cultura francese indicesse un bando pubblico aperto, ed ho assistito con curiosità e interesse alla preparazione del concorso, e quindi del progetto artistico, culturale, organizzativo, promozionale, da parte anche di giovani artisti, che volevano accedere alla direzione di un teatro. Ogni paese deve trovare il proprio modello strutturale e non imitare.

E’certo che quello assolutamente arbitrario nella sostanza e spesso nella forma, non trasparente, non aperto che vige in Italia per le nomine dei direttori e amministratori dei teatri stabili sia da riformare. Questo, almeno se vogliamo che il teatro italiano non continui la sua lenta necrotizzazione. E Tornare a Vivere? Si Tornare a Vivere…Tornare ad essere Teatro.

Aderisco quindi all’appello formulato da Rete Critica, che potete leggere qui di seguito.

 

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LE NOMINE DEGLI STABILI

Si stanno discutendo in queste settimane le nomine dei consiglieri di amministrazione e dei direttori di alcuni importanti teatri stabili (Roma, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Bolzano…). E si discutono importanti piani di ristrutturazione, come nel caso dell’Arena del Sole di Bologna, dello Stabile di Catania, dell‘India di Roma, dell’Inda di Siracusa..Tutto questo attraverso trattative riservate tra forze politiche, amministrazioni pubbliche e lobby, mentre sulla stampa filtrano“totonomine” più o meno attendibili, dove spicca la ricerca del nome a effetto. Le procedure e le modalità di selezione restano opache. Per arrivare alle nomine sono stati lanciati dei bandi? È stata interpellata, e resa pubblica, una rosa di candidati? Quali sono i profili professionali richiesti? Ci saranno limiti alla durata degli incarichi, un elemento qualificante della nuova politica del MiBAC? Questi teatri richiedono ai candidati un confronto su un progetto culturale e artistico, oppure si limitano a tirare a campare? Questa progettualità verrà sottoposta a verifica? Chi e come valuterà intenzioni e risultati? Di tutto questo però non si parla, la discussione si riduce a un unico quiz: quale deretano per quale poltrona? Questi CDA, e i direttori da loro nominati, avranno la responsabilità di gestire al meglio diversi milioni di euro di denaro pubblico. Riteniamo che il modo di procedere adottato sino a oggi sia in totale contrasto con l’ispirazione del decreto ministeriale attualmente in discussione, e in generale contraddica esigenze elementari e ampiamente condivise dai cittadini: chiarezza, trasparenza, accountability, competenza, progettualità. Chiediamo che questi principi vengano finalmente applicati e che il MiBACT penalizzi gli enti che non li soddisfano decurtando il contributo del FUS. Chiediamo che i nuovi vertici si impegnino pubblicamente a svolgere le funzioni che competono al teatro pubblico, nel rispetto delle specificità di ciascuno: teatro d’arte per tutti, formazione e allargamento del pubblico in rapporto con il territorio, ricambio generazionale, rinnovamento del linguaggio teatrale e multidisciplinarietà, apertura internazionale, attenzione alla drammaturgia italiana… Chiediamo che ciascuno di questi organismi renda espliciti i propri obiettivi e programmi con dichiarazioni programmatiche e progetti triennali chiari e verificabili. Ci impegniamo a seguire con attenzione queste vicende. Raccoglieremo e diffonderemo nei nostri siti dati e notizie sulle vicende che riguardano i teatri pubblici italiani, con l’obiettivo di informare correttamente l’opinione pubblica ed evitare che si ripeta quello che è successo negli ultimi trent’anni, portando alla progressiva necrosi del sistema.

Per Rete Critica

Mario Bianchi (Eolo)
Rita Borga (Krapp’s Last Post)
Matteo Brighenti (Recensito.net)
Tommaso Chimenti (Corriere Nazionale)
Elena Conti (Il Tamburo di Kattrin)
Marc De Dieux (Succoacido)
Lorenzo Donati (Altre Velocità)
Giuseppe Esposito (Perypezye Urbane)
Nicola Fano (succedeoggi)
Roberta Ferraresi (Il Tamburo di Kattrin)
Mimma Gallina (ateatro.it)
Margherita Gallo (Il Tamburo di Kattrin)
Maddalena Giovannelli (Stratagemmi)
Camilla Lietti (Stratagemmi)
Sergio Lo Gatto (Teatro e Critica)
Nicletta Lupia (Il Tamburo di Kattrin)
Giambattista Marchetto (bon-vivre.net)
Massimo Marino (Controscene)
Marianna Masselli (Teatro e Critica)
Roberto Mazzone (Teatro.org)
Lucia Medri (Teatro e Critica)
Rossella Menna (rumor(s)cena)
Anna Maria Monteverdi (digitalperformance.it)
Simone Nebbia (Teatro e Critica)
Simone Pacini (Fattiditeatro)
Maddalena Peluso (Il Tamburo di Kattrin)
Andrea Pocosgnich (Teatro e Critica)
Simona Polvani (Post in Tranlsation)
Oliviero Ponte di Pino (ateatro.it)
Andrea Porcheddu (L’onesto Jago)
Rossella Porcheddu (Il Tamburo di Kattrin)
Viviana Raciti (Teatro e Critica)
Roberto Rinaldi (rumor(s)cena)
Giovanni Sabelli Fioretti (Perypezye Urbane)
Giulio Stumpo (ateatro.it)
Camilla Toso (Il Tamburo di Kattrin)
Carlotta Tringali (Il Tamburo di Kattrin)

Hanno finora aderito
Joele Anastasi (Vucciria Teatro)
Giulio Baraldi Fabio Biondi (L’Arboreto-Teatro Dimora)
Alessandro Garzella (Animali Celesti/Teatro d’arte civile)
Marialuisa Giordano (Le Staffette)
Melanie Gliozzi Raffaella Ilari (Le Staffette)
Canio Loguercio Luigi Marsano (I Teatrini)
Nello Mascia Guido Mencari (Loschermo.it)
Antonella Questa (LaQ-Prod)
Gabriella Riccio Stefano Scherini (Associazione Culturale Mitmacher)
Enrico Sortino (Vucciria Teatro)
Teatro della Centena/Festival Le Voci dell’Anima

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