Ballata notturna, partitura per voce, corpi e musica di Gao Xingjian

BALLATA NOTTURNA

di Gao Xingjian

traduzione di Simona Polvani

Gao Xingjian, “Danseuse”, 1990, inchiostro di china

Gao Xingjian scrive il testo teatrale Ballata notturna nel 2007.

“Libretto per uno spettacolo di danza” è il sottotitolo che dà a questa sua nuova pièce, l’ultima che ha scritto, che è una partitura per Lei – l’Attrice, una Danzatrice malinconica, una Danzatrice dinamica e un Musicista-Clown.
Nella pièce questi personaggi-figure disegnano un tragitto di parole e passi, cadute e scalate, voli verso l’alto e verso il basso, in un gioco beffardo, crudele, sensibile, tragico, di faccia a faccia, corpo a corpo, mente a mente della donna con l’uomo, folla, massa, Voi.

Ballata notturna è un percorso mentale e spirituale dentro il pensiero di una donna. Una sfida che viene lanciata per quello che Gao definisce un possibile manifesto femminile e non femminista. Sotto questo profilo Ballata notturna si trova in rapporto di prossimità e insieme si pone come evoluzione-superamento rispetto ad altre sue pièce precedenti. In particolare l’autore la considera connessa con Fra la vita e la morte (1991): ritroviamo infatti la radicalità verticale dell’uso dei personaggi di parlare di se stessi alla terza persona, con un singolare effetto estraniante, e il tema dell’esplorazione dell’universo femminile.

Ballata notturna è costruita – come denuncia il titolo stesso- come una ballata, una composizione per voce-canto e danza. ll testo-parola si integra in una partitura drammaturgica scritta per danzatori, in un rapporto ritmico in cui i personaggi femminili in scena sono lo sdoppiamento l’uno dell’altro.

Il meccanismo che ne risulta è multi-vocale: l’Attrice, trova il suo doppio nel personaggio Lei, la voce, e entrambe si proiettano nel corpo danzante, il doppio  umorale delle danzatrici, la malinconica e la dinamica. In questa pluralità e unicità di voci femminili, l’uomo è la figura muta del clown musicista.

 

L’inizio della pièce

RUOLI
LEI, interpretata dall’ATTRICE
DANZATRICE MALINCONICA
DANZATRICE DINAMICA
MUSICISTA, suona uno strumento (ad esempio un sassofono)

SUGGERIMENTI PER LA RECITAZIONE
Nella pièce, LEI, TU e IO formano assieme l’immagine di una
donna.
Quando l’ATTRICE interpreta LEI, mantiene il tono della narrazione.
Quando il soggetto è NOI, è meglio ricorrere a una recitazione
ben marcata, a volte burlesca.
Se il soggetto è VOI, ci si rivolge invece a un pubblico maschile,
l’ATTRICE dovrebbe recitare il ruolo di LEI con un tono a volte
provocante, a volte allegro.
La DANZATRICE MALINCONICA e la DANZATRICE DINAMICA sono
in realtà il doppio di LEI.

L’Attrice entra in scena.

L’ATTRICE  (rivolgendosi al pubblico)
Ecco a voi una ballata lirica un po’ datata,
che però risuona ancora,
triste, sempre tanto triste.
Una ballata cantata da una donna,
come un’insalata, ben speziata,
che troverete però crudissima.
Insomma, state per ascoltare
una ballata che vi incanterà,
se avrete la stessa sensibilità.

 L’Attrice inizia a interpretare Lei.

LEI   Di notte lei passeggia per la strada,
con la sua mente ristretta,
come una signora che sguinzaglia il suo barboncino,
lasciandolo ora correre, ora saltellare.

La Danzatrice Malinconica fa la sua apparizione sulla scena.

L’ATTRICE  Incrociate la sua figura sui marciapiedi,
davanti alle vetrine di un negozio ben illuminato,
sulla terrazza di un caffè, o di una casa del tè.
E agli angoli della sua bocca, un accenno di sorriso,
che vi cade dritto in faccia.
Un breve contatto col suo sguardo,
E’ più che sufficiente a farvi perdere l’anima.
Si direbbe una donna naturale,
ma non fatale.
Si direbbe una donna perduta,
ma non una donna pubblica,
una donna che gli uomini sognano sempre,
senza che nessuno meriti il suo amore.

 La Danzatrice Malinconica è scomparsa.

L’ATTRICE   E presto o tardi, chissà ?
A un tratto, eccola di fronte a voi,
in un vagone del metrò,
le sue iridi così azzurre e chiare come il cielo,
mentre le pupille sono scure come il mare,
sentite dei gabbiani battere le ali.
E lei, la testa appena reclinata,
si guarda le ginocchia strette.

 La Danzatrice Dinamica sale sulla scena.

L’ATTRICE  Dal suo profumo emana calore,
vicinissimo a voi, in ascensore,
appena aperta la porta, lei se ne è andata,
voi, nel corridoio, a pieni polmoni avete inspirato
solo l’odore di pesce fritto.

 La Danzatrice Dinamica è uscita di scena.

LEI  Donna dolce, donna crudele,
Donna sirena, donna demonio,
che la vostra vita reclama,
e che aleggia tra di voi e ovunque.

 L’Attrice ostenta un ampio sorriso. Poi la Danzatrice Malinconica entra
in scena.

L’ATTRICE  Attaccare le campanelle,
quella che suona quando il vento passa,
È lei.
Staccarle,
quella che rifiuta di suonare,
È sempre lei.
Un’andatura leggera,
una traccia furtiva
che mai riuscirete ad afferrare.
Proprio nel momento in cui credete di possederla,
subito se ne va,
e ciò che potete smuovere,
È solo l’amarezza che vi ha trasmesso.

 La Danzatrice Malinconica è uscita di scena.

L’ATTRICE  Il suo tragitto virtuale,
come il vento, come un canto.
Il suo percorso ha così segnato
il selciato delle strade e i cuori che ha attraversato,
cosi è tracciata la sua leggerezza.

 Il Musicista sale sulla scena e suona lo strumento.

LEI   Se vi ho detto lei,
Non sono io ad averlo detto.
Se lei vi dice che io volevo dire,
È per forza lei che voleva dire a voi,
E io è invece a suo nome che vi parlavo,
chiaro?
Su andiamo! Ma,
soprattutto, basta poesia,
che noia.

 La Danzatrice Dinamica entra in scena, la incrocia.

LEI   Per una farsa da donna,
dei versi lirici concepiti da voi uomini,
che buffonata!

L’ATTRICE  Oh oh, donna contro uomo,
una dura battaglia
Chi sarà  il vincitore?
Chi sarà  vinto?

La Danzatrice Dinamica esce di scena. Il Musicista china la testa,
immergendosi nella musica.

LEI   Che l’uomo abbia la ragione,
così da trovare un fondamento per il suo essere.
Quanto alla donna, tutto sta lì,
nella sua natura.
Può ben Dio aver creato questo mondo,
terribilmente assurdo.
Lei lo ha già in sé,
e in forma di dea,
non trova nient’altro che tristezza.
Questo mondo esisteva già ,
prima che Gesù Cristo nascesse.
Prima che Maria fosse vergine,
Eva commise già il suo peccato.
Prima di essere così
sacrificata o condannata,
aspettava solo di essere valorizzata.
Prima che l’uomo avesse bisogno di una credenza,
la donna aveva già il dono dei sensi.
Inutile inventare
giustizia, morale o doveri,
o insegnamenti qualsiasi,
È lei che dà vita al mondo.

Il Musicista smette di suonare, la guarda da lontano.

Estratto dal testo pubblicato nel volume “Teatro. Il sonnambulo, Il mendicante di morte, Ballata notturna”  di Gao Xingjian, traduzione e cura di Simona Polvani, postfazione di Antonietta Sanna (ETS Edizioni, 2011) e depositato presso la SIAE (Italia) e la SACD (Francia)

Cover del volume “Teatro” di Gao Xingjian

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