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Archivio mensile:marzo 2012

Dal 20 al 24 febbraio scorso, con un appendice il 26 per un’ultima domanda non prevista, Oliviero Ponte di Pino ha risposto a undici domande in forma di Tweet. 

Sono stati affrontati, tra gli altri, argomenti riguardanti il teatro, Franco Quadri, la critica teatrale, il mondo dell’ebook e del paper book, la mediasfera, le buone pratiche teatrali.

Le domande, ma sopratutto le risposte, modellandosi sul formato dei 140 caratteri di un Tweet, hanno assunto spesso un ritmo giocoso, calcando poesie celebri, facendo rime, sintetizzando contenuti anche complessi in battute fulminanti e immagini inedite.

Chi non avesse potuto seguire allora la nostra intervista sulla piattaforma Twitter, potrà trovarla ora trascritta in versione completa  nella pagina Twitter-Interviste/ Oliviero Ponte di Pino.  Sempre in forma di Tweet!

Buona lettura!

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Il desiderio si snocciola
come un rosario
Langue la mano
nella litania
Indugia
come su corpo
di melograno

Ritorna ancora a te
la mia bocca di canti.
Respira la tua lingua
i tuoi denti
gli occhi voraci

Allungo un braccio
barriera invalicabile
ai cuori che vanno
in stallo

È un’avaria
che rimanda al vuoto
di un silenzio secco
che suona eterno
sul palato



Simona Polvani, 2007

Image

La Chartreuse, Villeneuve- lez-Avignon, Francia – Courtesy by Alex Nollet

 

Ti sento voce suadente
nel mio immaginario
di carne e uova
che dissuade

All’orecchio sinistro
di sbieco tra rami senza nome
parli parole
che ancora non so tradurre

Ricerco il tempo
di una linea che si tende
cordone ombelicale
Eva Adamo

Un’eva e un adamo
a due mani ne tengono il capo
ne ha un segmento
mia madre vivace
attorno alla vita

Visi spettrali
terrificanti mostruosi
come un’estasi
si inanellano
in un lampo velocità della luce
stratificazione concentrazione
varco temporale riassunto
sintesi mercurio
goccia liquido
spasmo

Tu parli ancora
il tempo di pietra molle
del mondo

Storia-mondo

Ogni tanto una sillaba balbetta
sulla mia lingua afasica
in cerca di un omega

Per dire il mondo
Sono venuta da te
Tu, nella tua clausura,
mi hai spalancato barlumi di lavanda

Simona Polvani

Image

Getto una monetina
risuona secca
sul marmo
Mi fa
di marmo
Non è deciso niente

Mi si confondono
i segni nel sentire
Affido al fato tutto
ciò che in questo
giorno notte
ho di più caro,
Uno sguardo obliquo
La tessitura fitta
di capelli bianchi su una
testa greca
Sei apparso e scomparso

Non mi è dato inseguirti

Mi perdo
E mi incateno
a un taglio affilato
Hai voltato le spalle
e ti sei perso tra le vie

Io dormivo ancora
E ancora non potevo sognarti

Simona Polvani

 

Dico

Dico,
a te,
perché non parlo
a te

Dico,
a te che abiti
nella mia testa,
perché non ti parlo

Tu agiti acque
frulli musica
apri varchi di carne in attesa

Si consuma in un rito di
mezza sera mezza notte
mattino iniziale
la parola che ti parlo e
tu restituisci in eco

A volte mi confondo
e la prendo come voce
del mondo
La guerra infuria e insozza
candidi petti camici occhi sulla vita aperti
Tutto è scoppiato anche qui,
nel fuori di cui sono parte
Sono schiantata, anch’io
Albero albero albero
fulmine fulmine fulmine
che ti sei abbattuto
albero albero io albero
io albero
imprigionato scheletro schiantato
invaso dal mondo chiuso al mondo
Non c’è riparo dal mondo

Un dolore strazia la mente
che desolatamente fa resistenza
Speranza sogno speranza
desiderio, desiderio, desiderio -ripete incessantemente
la mente.
Il piede si impunta
perché la vita non la spunti

Anche tu a cui non parlo
sparisci allora
Amore non nasce dove
la parola è deserta

Simona Polvani

Image

La neve è bianca
Solo questo

La neve è candida
Questo
Solo

La neve abbacina
La neve inneva
La neve si(di)stende

La neve abbacina
gli occhi
La neve inneva
il paesaggio
La neve si(di)stende
sul mondo

Questo solo solo questo

In questi tempi
di tormenta
l’animo tormentato
la mente avvitata
nel bianco
hanno trovato quiete
Si sono abbacinati innevati distesi

La tormenta è stata una gioia,
folgorante ribollire
di gioia infantile
di cui avevo perso la strada
nella memoria di piombo

Ho fatto un girotondo
con i fiocchi
Ho trasformato il buio
di una notte come tante
nella luce inverosimile
di un bagliore ipermetrico

Dalla mia lontananza
alla tua lontananza
avrei voluto parlare
(queste parole)
La neve è bianca
La neve inneva

Sotto la neve
sono rimaste
la quiete e la gioia

Domani a primavera
il seme (forse) sarà morto
la parola schiusa

(Simona Polvani)

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